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"L’azzurro cielo degli incontri"

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"L’azzurro cielo degli incontri"

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"L’azzurro cielo degli incontri"

Morin Khuur Ensamble
Franco Battiato
Cristiano De Andrè
Teresa De Sio
Mauro Pagani
 

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L’AZZURRO CIELO DEGLI INCONTRI

 

E’ Il fascino intatto della tradizione musicale Mongola che ha acceso nell’animo di alcuni musicisti italiani la voglia della ricerca d’incontro tra due culture musicali lontane.

Un pensiero fino ad ora rimasto in un orizzonte d’attesa, che oggi prende corpo e forma in una progettualità musicale che si declina in 5 concerti italiani in cui il forte potere evocativo di due realtà culturali diverse, crea momenti di condivisione, aggregazione, ponti emotivi tra antiche percezioni occidentali ed orientali in cui la musica ne interpreta il respiro, i battiti del cuore, l’emotività del senso di appartenenza ad una diversità che unisce.

Momento rappresentativo della sinergia tra le due culture, tra oriente ed occidente, è il concerto che si terrà in Mongolia ad Ulaanbaatar in un’unica data.

L’evento ricorrente quest’anno delle celebrazioni per gli 800 anni dalla nascita dell’impero Mongolo, è la cornice ideale in cui realizzare un’occasione unica per ascoltare dal vivo la fusione di due culture musicali dove le sonorità, i canti e gli arrangiamenti, eseguiti dai 30 artisti dell’orchestra mongola e l’interpretazione degli artisti italiani si fondono in un’unica sinfonia con rimandi metaforici agli antichi percorsi che univano Oriente ed Occidente con un unico “filo”, la via della seta.

Fabrizio De Andrè è il musicista italiano che più di ogni altro si è reso interprete della curiosità facendone ìl suo stile, la sua forza. L’eredità musicale che ci ha lasciato è una testimonianza soave e trascinante (avvincente) di come si possa intraprendere  un viaggio fisico e mentale contemporaneamente. “Creuza de ma” prima e “Le Nuvole” dopo sono capisaldi delle generazioni precedenti e resteranno eterni.

Eterni come i segni dell’infinito che in Mongolia si declina ovunque, nella steppa, nel cielo, nell’immutabile stato di grazia della tradizione musicale e lirica mongola.

Il nostro concerto fa tesoro delle suggestioni offerte dal repertorio tradizionale mongolo: il canto duplifonico Khoomii, la canzone lunga Urtyn duu, le dolci melodie del Morin Khuur, strumento nazionale della Mongolia, saranno l’ideale cornice per la versione “orientale” di alcune canzoni di Fabrizio De Andrè, eseguite dall’Ensemble e interpretate da musicisti  a lui fortemente legati.

 

Il progetto

I commenti: Dori Ghezzi - Franco Battiato - Mauro Pagani - Teresa De Sio
 

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